Notizie e curiosità dal mondo del WEB

Fare un sito WEB è facile

Oggi realizzare un sito WEB è facilissimo. Sono innumerevoli i programmi (anche gratuiti), che con pochi click, in modo semplice e divertente, permettono di creare pagine piacevoli, graficamente curate, ricche di effetti e di "gadget". Gli stessi word processor permettono sempre di fare una versione HTML dei documenti, già belli pronti da caricare su un server ed andare ad arricchire la "ragnatela" mondiale.
Sono molti anche i servizi online, gratuiti o quasi, che permettono di realizzare il sito direttamente online e contestualmente di pubblicarlo, senza dover neanche preoccuparsi di scaricare qualcosa sul proprio PC. Quindi oggi chiunque, senza neanche avere idea di cosa sia uno script e senza aver mai visto un tag HTML, è in grado di pubblicare un sito WEB funzionante, piacevole ed attraente.
Ma allora i tecnici? Le WEB agency? Le software house? Buttiamo via tutto?
Magari no.....

Il fatto che un sito sia facile da realizzare, bello e funzionante non implica necessariamente che sia anche funzionale, adatto allo scopo per cui è stato pensato, ed efficace. Se parliamo di un sito per pubblicare le foto o i filmini delle vacanze allora va bene tutto, se vogliamo realizzare un sito per far conoscere al mondo le imprese del nostro cagnolino non abbiamo certo bisogno di rivolgerci ad uno specialista, se pensiamo di creare il sito della nostra squadra di calcetto non ci serve una WEB agency. L'accesso a basso costo alla possibilità di pubblicare dei contenuti usufruibili in tutto il mondo ha rivoluzionato il mondo delle comunicazioni e ci ha permesso di sviluppare delle reti di relazioni interpersonali di grande impatto sulla nostra vita di tutti i giorni.

E' necessario fare un discorso sostanzialmente diverso se parliamo di siti aziendali, Le aziende oggi non vogliono più avere un sito "perchè ce l'hanno tutti", non vanno sul WEB per avere un ulteriore canale di marketing, ma la rete E' IL MARKETING. La presenza sul WEB non è un opzione, ma la necessità. Per anni si è detto che il sito WEB era la vetrina dell'azienda, oggi indubbiamente il sito E' L'AZIENDA. Non esiste nessuna azienda (forse qualche negozio di quartiere?) che non abbia una presenza, seppur minima, sul WEB. Una società di piccole dimensioni pur con un business fuori dalla rete, ha facilmente decine di domini registrati, almeno due o tre siti, un WEB manager in casa ed uno o più contratti con una WEB agency.
Praticamente tutte le società che vendono prodotti materiali hanno un canale di e-commerce per la vendita online, tutte le aziende che vendono direttamente al consumatore hanno dei programmi di fidelizzazione basati sul WEB, più o meno tutte le scuole hanno messo in pista cataloghi di corsi online. Anzi con l'avvento degli smartphone il sito non è più sufficiente, ora parallelamente alla crescita del sito WEB vediamo il diffondersi delle app, praticamente la versione "telefonica" ed intelligente del vecchio "programma da scaricare".

Ecco allora che in questo mondo online così competitivo e dove si decidono i destini e le fortune di tante imprese, uomini e paesi, la professionalità e le competenze tornano ad essere importanti e vitali.
Non si tratta di fare un sito "bello". Si tratta di progettare una presenza sul WEB organica, funzionale ai propri scopi, mirata, ottimizzata verso un target di pubblico ben delineato, sempre più sofisticato ed esigente, si tratta di emergere rispetto ai concorrenti agguerritissimi e magari con più risorse di noi.
Lo scopo non è fare un sito che funzioni, ma realizzare una soluzione WEB che ci renda visibili e che trasmetta esattamente l'immagine dell'azienda che siamo, che comunichi un messaggio preciso, pensato e definito, che consenta agli utenti di conoscerci, di interagire con noi e possibilmente di creare delle relazioni con essi prima ancora che diventino nostri clienti.

La gestione dei contenuti del sito non va lasciata all'improvvisazione, i testi che andavano benissimo per brochure e depliant, o per la prima generazione di siti WEB, probabilmente oggi non sono più adatti, l'utente è smaliziato, esperto, sa cosa cercare e sa dove cercarlo, vuole le informazioni precise e le vuole subito, non ha ore (ma neanche minuti!), da dedicare a leggere le belle cose che vogliamo fargli sapere, dobbiamo essere precisi ed efficaci, se non riusciamo in 5 secondi a convincerlo a cliccare su quel pulsante probabilmente lo abbiamo perso per sempre.
I motori di ricerca oggi sono intelligentissimi, astuti ed implacabili. Qualunque tentativo di "fregarli" è destinato a finire miseramente e di solito comporta pesanti penalizzazioni. Occorre essere chiari, onesti, dobbiamo valorizzare al massimo i contenuti del sito, ottimizzarne la struttura pensando anche a come lo vedrà lo spider del motore di ricerca, ma non barare.

E' necessario affrontare la competizione anche sui social network, essere presenti, attivi, vivaci anche in questi ambiti. Occorre indirizzare le risorse disponibili (in genere poche....), verso le attività più efficaci e ad alto ritorno.
Tutto questo è lavoro da specialisti, da professionisti preparati ed esperti, non da "smanettoni" che promettono la prima posizione su Google a tutti (ma quante "prime posizioni" ci sono su Google?.....)
Fare un sito, oggi, è alla portata di tutti, ma come al solito, essere in grado di fare una cosa non significa necessariamente farla bene, o almeno farla sufficientemente bene da ripagare lo sforzo profuso.
Come è sempre stato e come sempre sarà , la professionalità paga.
Ora scusate, ma devo andare a fare il sito del mio cagnolino.....

fare un sito web è facile

Il Web Marketing Festival

Si è svolto a Rimini nei giorni 20-22 giugno il Web Marketing Festival, una grande festa sul tema dell'innovazione digitale. Come al solito alla nutrita partecipazione di tecnici ed esperti del settore si è affiancata la presenza di noti personaggi dello spettacolo, dello sport e della cultura. Una vera è propria festa più che un convegno. Interessante innovazione quest'anno, la sezione dedicata all'energia e ai cambiamenti climatici.

Per saperne di più: webmarketingfestival.it

Web Marketing Festival

Il social marketing per il Terzo Settore

Anche le ONLUS. le associazioni culturali, sportive, benefiche, le cooperative sociali, tutte quelle entità che oggi vanno sotto l'appellativo di "Terzo settore", tutte quelle realtà che hanno come caratteristica il non operare a scopo di lucro come le normali imprese commerciali o industriali, hanno comunque la necessità di farsi conoscere, di stimolare l'interesse del pubblico verso la propria attività, di raccogliere adesioni, coinvolgere simpatizzanti, promuovere la propria immagine, in un certo senso di "vendere" il loro "prodotto".

E' evidente che questa necessità può essere soddisfatta solo se, anche queste entità, hanno una presenza sul WEB significativa, costantemente aggiornata, allineata alla propria attività e gestita con costanza ed attenzione.

Sarebbe impensabile per queste realtà non avere almeno un sito WEB, ma probabilmente oggi non è sufficiente.
Sino a poco tempo fa si diceva "quello che non c'è su internet non esiste", ebbene oggi penso si possa modificare questo motto in "quello che non c'è sui social network non esiste".

Anche le imprese del terzo settore quindi, hanno la necessità, per sopravvivere, di agire sui social, di mostrarsi su Facebook o su Instagram, di creare una comunicazione organica ed efficace con il proprio "pubblico", o meglio ancora di sviluppare una vera e propria strategia di social marketing allo scopo di fidelizzare i propri simpatizzanti e di coinvolgerne altri.

Un approfondimento sul tema da Viva Digital

Il social marketing per il Terzo Settore

Digital marketing e sicurezza informatica

Il digital marketing viene spesso considerato una "spina nel fianco" dagli esperti di sicurezza informatica e di privacy.
La necessità di raccogliere più dati possibile sul visitatore di un sito, per profilarlo al meglio e metterci in condizione di proporgli prodotti e servizi più vicino possibile a quelli che sono i suoi desideri, le sue passioni, le sue necessità, fa spesso a pugni con la necessità (sancita ora per legge) di invadere il meno possibile la sua sfera personale.

Ma la contrapposizione tra sicurezza e marketing si manifesta anche nell'aumento dell'automatizzazione dei processi aziendali, per cui una maggiore quota della tipica attività di marketing online (raccolta richieste degli utenti, invio informazioni e dati, catalogazione, archiviazione, attivazione di campagne automatiche), viene svolta senza il controllo puntuale di un operatore umano e quindi con una maggiore esposizione ad attacchi cyber o semplicemente a infiltrazione di malware.

Un terzo aspetto è costituito dal calo d'immagine e di reputazione che un azienda che opera prevalentemente online può subire dalla diffusione della notizia di avere subito furti di dati ad opera di organizzazioni criminali o comunque di essere stata coinvolta in situazioni poco trasparenti relative alla gestione dei dati dei propri utenti, come nei casi relativamente recenti, anche se di natura diversa tra loro, che hanno coinvolto Facebook, Google e WhatsApp.

Su questo tema un interessante articolo sul sito dell'AISM (Associazione Italiana Sviluppo Marketing)

Digital marketing e sicurezza informatica

I siti WEB italiani violano la privacy

Secondo una ricerca di Federprivacy il 67% dei siti web italiani viola il Codice della Privacy. Questo almeno è il risultato di una ricerca svolta analizzando un campione di circa 2.500 siti. Il totale delle sanzioni eventualmente comminabili, corrispondenti alle infrazioni rilevate, potrebbe ammontare a circa 24 milioni di euro.

La stragrande maggioranza delle violazioni riguarda la mancata o incorretta informativa data agli utenti al momento della raccolta dei dati personali. L'informazione sul come e a quale fine saranno trattati i dati raccolti è spesso insufficiente o palesemente incoerente con il vero utilizzo. Oppure spesso non viene chiesto il consenso dell'interessato per un utilizzo dei dati che invece lo richiederebbe.

Il 55% delle infrazioni è commesso da piccole aziende, spesso più sprovvedute o meno informate sul tema. Secondo i relatori dello studio, molte di queste violazioni scaturiscono, proprio nel momento di realizzare i siti, dall'adottare template già pronti o pacchetti già realizzati che, sviluppati spesso in altri paesi, gestiscono la raccolta dei dati degli utenti secondo modalità non conformi alla normativa europea.
(dal sito: https://www.corriereprivacy.it/)

I siti WEB italiani violano la privacy

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